Aspetti comuni e differenze tra
INTEGRAZIONE SISTEMICA ED INTEGRAZIONE POSTURALE®.
L'Integrazione Posturale, di Jack W. Painter.
Apparentemente, molti di noi desiderano cambiare, essere più rilassati, più sani, più vitali. Sebbene vogliamo un tipo di vita diversa e siamo impegnati in molti progetti per migliorarci, c'é una parte di noi che ostinatamente resiste contro qualsiasi riindirizzo fondamentale della nostra vita: questo é il problema cruciale della trasformazione umana.
Questa parte di noi, che rifiuta di lasciarsi andare, é la nostra corazza.
Avendo paura di affrontare il dolore e la confusione, induriamo e desensibilizziamo il nostro corpo per mantenere sentimenti e pensieri sotto attento controllo.
La nostra corazza è costituita da atteggiamenti ben strutturati per fronteggiare la vita come collo duro, pancia trattenuta, grasso, fianchi debordanti: é composta da sentimenti ben controllati, tristezza coperta, rabbia trattenuta, paura paralizzante.
Riflettete sul vostro comportamento: notate i piccoli stratagemmi per tirare avanti la giornata: come vi date l'avvio la mattina, come vi mantenete in equilibrio evitando noie, come mettete in risalto i vostri lati migliori quando volete fare buona impressione.
Questi atteggiamenti diventano una seconda natura ed emergono automaticamente. Nel contempo queste abitudini ci limitano e, a lungo andare, formano una struttura rigida che inibisce la nostra spontaneità.
Una delle principali difficoltà, allorché vogliamo cambiare, é legata al fatto che questa corazza é prevalentemente inconscia: continua a controllarci anche quando tentiamo di modificare parti di noi stessi. Tentiamo di cambiare la nostra vita usando gli stessi atteggiamenti che usiamo abitualmente per proteggerci dai nostri problemi.
In chiave somatica, per esempio, se abbiamo la schiena accorciata e dolorante, cerchiamo sollievo immediato facendo esercizi: questi fanno muovere ancora di più le nostre parti già mobili e bloccano ulteriormente le parti rigide. Allungando e stirando i pettorali contrarrete ed accorcerete ulteriormente i muscoli posteriori ed il diaframma. La conseguenza é disorganizzazione e aumento del dolore, che a sua volta sarà coperto da altri atteggiamenti compensatori.
Il vecchio atteggiamento che crea il problema ne esce rinforzato o trasferisce il problema altrove.
Lavorando in una parte di noi stessi senza liberare l'intera struttura, senza modificare il nostro atteggiamento abituale, non otteniamo trasformazione ma un riposizionamento dei problemi.
Come possiamo agire sulle nostre abitudini caratteriali e corporee, sulla struttura sottostante ?
Quale approccio può aiutarci a modificare questi processi profondamente radicati e queste difese inconsce?
Noi abbiamo scoperto, lavorando su noi stessi e sugli altri, che é necessaria una metodica che prenda in considerazione l'intero essere, l'unità di ogni parte del nostro corpo, l'esterno con l'interno, l'unità del soma e della psiche.
Jack W. Painter (1984)
L'Integrazione Sistemica
Mentre l'integrazione posturale lavora direttamente in chiave "corporea" con i muscoli, con le posizioni fisiche, con le posture, con l'organizzazione del sistema fasciale, con i movimenti e le emozioni, l'integrazione sistemica la inserisce nel quadro caratteroanalitico della vegeto-terapia indirizzata non solo sugli atteggiamenti emotivi ma soprattutto sulla struttura del carattere nelle sue componenti biologiche e sulle relazioni dell'individuo con l'ambiente che ne costituisce il livello inglobante regolatore.
Cambiare in maniera profonda posture corporee vecchie e rigide, sentimenti, e pensieri rigidi che le accompagnano, non e' possibile se l'individuo non acquista la capacita' ad agire, a sottrarsi dalle aggressioni psico-sociali che lo mantengono in uno stato biologico di sottomissione e nella sindrome di inibizione dell'azione. Cio' comporta una modificazione delle relazioni con la matrice ambientale inglobante, che e' costituita da vari livelli di complessita' che vanno dai livello biologici fino ai rapporti interpersonali e sociali. In genere non e' possibile liberare idee ed emozioni bloccate, muscoli e tessuti se non si agisce simultaneamente su queste stesse matrici, i sistemi causativi inglobanti, che costituiscono i livelli regolatori di questi livelli, appunto, inglobati.
Hunt di UCLA osserva che
"I cambiamenti attraverso le manipolazioni del tessuto miofasciale hanno un effetto profondo sull'organizzazione del sistema nervoso centrale indirizzandolo verso una spesa di energia bilanciata e diminuita.
C'é evidenza di migliorata organizzazione e maggiore equilibrio nel sistema neuromuscolare con vaste implicazioni positive sull'efficenza motoria: Gli effetti sulla vitalità ed il benessere sono profondi." (1) (1974)
L'integrazione sistemica mentre lavora direttamente in chiave "corporea" con i muscoli, con le posizioni fisiche, con le posture, con l'organizzazione del sistema fasciale, con i movimenti, é altresi' un lavoro a fondamento caratteroanalitico sugli atteggiamenti caratteriali e sulle relazioni con l'ambiente che ne costituisce il livello inglobante regolatore.
Una seduta di Integrazione Sistemica assume di volta in volta diverse forme: uno spazio ed un tempo in cui il soggetto si manifesta parlando; un intervento di massaggio in profondità per riorganizzare il tessuto connettivo o fasciale; un lavoro di espressione emozionale; un dialogo verbale o non verbale in cui vengono chiarificati atteggiamenti e abitudini autodannegianti; una seduta di riequilibrio energetico o di normalizzazione sensoriale profondi attraverso lo Shiatsu Sistemico.
Scopo del lavoro é risolvere l'atteggiamento cronico del trattenere e l'atteggiamento inspiratorio, ripristinando la capacità di scarica delle tensioni e delle emozioni accumulate negli anni, e creare organizzazione neuro-muscolo-fasciale e motoria.
Difficoltà relazionali e situazioni che in uno stato di depressione e menomazione vengono percepite come angosciose, ora in uno stato di esuberanza, organizzazione e competenza vengono percepite serenamente, accettate e completate in modo da esser pronti alle emozioni seguenti.
Secondo Henri Laborit
"La ragione d'essere di un essere, é essere. Se é impossibilitato ad agire entra in uno stato di inibizione dell'azione. Ciò é causa di angoscia e di ogni genere di squilibri."(2) (1986)
"Una situazione é traumatica allorché disorganizza la capacità di scarica e scarica ed interrompe la capacità di simbolizzazione. (3) (1986)
Allorché la postura ed il sistema muscolo-fasciale diventano organizzati, la persona entra in uno stato di facilitazione dell'azione, risolutivo dell'inibizione dell'azione.
A differenza di metodi analoghi, in Integrazione Sistemica, l'enfasi é sull'espressione organizzata e costruttiva e sulla simbolizzazione dell'affettività e delle emozioni.
L'intero lavoro si svolge in uno o più cicli composti ciascuno dalle 15 alle 30 sedute di 1 ora e un quarto circa.
Un ciclo ha tre fasi:
Una prima fase preparatoria che normalizza al massimo possibile, nei limiti consentiti da ciascuna struttura, gli elementi generatori di stress, tensione, disfunzione e disorganizzazione radicati in:
1) abitudini di vita,
2) alimentazione
3) stati di vigilanza eccessiva
Una seconda fase liberatoria (maieutica) che mira a risolvere l'atteggiamento caratteriale del trattenere, l'atteggiamento inspiratorio, la corazza muscolare, le resistenze caratteriali, l'inibizione d'azione.
Una terza fase organizzativa (billdung) che mira a migliorare la postura, lo schema e l'immagine del corpo, a riorganizzare il sistema muscolo-fasciale, a migliorare le capacità espressive e di simbolizzazione, ad integrare i propri cambiamenti nelle relazioni.
RAFFAELE CASCONE, 1990
Bibliografia essenziale:
1) Hunt V., Neuromuscular model of anxiety, manoscritto non pubblicato, UCLA 1974
2) Laborit Henri, L'inhibition d'actiòn, Masson, Paris, 1986
3) Cascone R., W. Reich, Empedocle, Palermo 1986