LA RICERCA DI BASI SCIENTIFICHE PER UNA MEDICINA INTEGRATIVA

A FONDAMENTO SISTEMICO E PSICOBIOLOGICO

di Raffaele Cascone

 

La costruzione attuale di una base "scientifica" di una teoria della salute e della malattia per le medicine complementari e per una medicina genuinamente integrativa incentra la ricerca su queste direttive:

1) L'allargamento dell'intero campo alla psicobiologia delle relazioni e delle regolazioni circolari corpo-mente-ambiente

2) Lo studio e l'applicazione della regolazione/disregolazione della fisiologia attraverso la relazione tra organismo e mondo esterno, che costituisce per l'organismo il suo livello inglobante.

3) Lo studio e l'applicazione delle funzioni della gratificazione e della frustrazione in generale, nelle regolazioni.

4) Lo studio e l'applicazione della relazione d'amore in quanto regolatore fisiologico primario.

5) Lo studio degli effetti del trauma infantile, dello choc e dello stress, in quanto paradigmatici del meccanismo di interruzione funzionale.

6) L'apertura e la ristrutturazione delle fasi dello sviluppo interrotte in cui non è avvenuta la costruzione della funzione "oggetto transizionale", attraverso l'uso di canali di accesso, "specifici accoppiamenti strutturali"

7) Il ruolo della costituzione di stati nei sistemi della sensazione, della memoria e della percezione, caratterizzati da capacità di benessere e di gestione delle relazioni.

8) Il ruolo dell'ambiente nel modulare l'espressione genetica e costituzionale. (Genomica Sistemica)

9) Lo studio (e la relativa applicazione) delle forme caratteristiche comportamentali individuali, distinguendo il geneticamente determinato dall'acquisito e distinguendo le funzioni in cui l'ambiente modula e determina queste due espressioni.

 

Questa ricerca mira da un lato a costruire quella teoria generale della salute/malattia in quanto fenomeni di insieme dell'organismo corpo-mente-ambiente già delineata da H. Laborit , dall'altro ad identificare nell'insieme, i suoi sotto-sistemi funzionali e biochimici primari, collegati ad effetti regolanti o disregolanti, le circostanze specifiche regolanti o disregolanti, e quelle caratteristiche funzionali specifiche che giocano un ruolo cardine nelle regolazioni su cui si basa la configurazione fisiologica della salute.

 

 

(Articolo completo originario)
LA RIVOLUZIONE DI LABORIT di Raffaele Cascone

 

1. LO SCENARIO

Nei paesi industrializzati ci sono tre paradigmi scientifici che contano a vari gradi:

a) il punto di vista oggettivistico, platonico o logocentrico, secondo cui la natura è fonte ed effetto di sé stessa, è autrice e scrittura di sé stessa e la vita è il risultato dalla progressiva combinazione di elementi in seguito a incontri fortuiti. Il libro della vita, una volta divino, causa ed effetto di sé stesso, preesiste all'uomo e sarà presto leggibile, copiabile, modificabile, registrabile, riproducibile. Potrò portare in tasca la bonanima dello zio in un dischetto, versione evoluta del dvd, in attesa di ri-produrlo e riportarlo in vita.

b) il punto di vista costruttivistico nega che la natura e la vita pre-esistano come un libro esplicitabile che aspetta solo di essere letto, indipendente dal modo teorico, sociale e discorsivo di rappresentare le cose dello scienziato. Noi non decifriamo il mondo ma ne costruiamo una rappresentazione.

c) il punto di vista decostruttivista o post-strutturalista che non nega che le cose esistano, ma nega che esse esistano come oggetti al di fuori delle relazioni e delle condizioni discorsive in cui emergono. Una volta che formuliamo una teoria ed agiamo in base ad essa, modifichiamo la "realtà; essa a sua volta ci modifica e così via. Realtà ed "osservatore" si co-costruiscono.

Le varie forme di medicina e psicologia in circolazione tendono a giustificare e validare le loro pratiche, allineandosi ad uno o più di questi paradigmi, a seconda che sulla scena del mercato sia più vantaggioso, di volta in volta, essere in conflitto, collaborare o ignorarsi tra le varie pratiche.

"Cuius regio, huius scientia".
Tutti asseriscono l'efficacia della loro pratica a sostegno della quale pongono la sua presunta "scientificità" riferita a prove e procedure di validazione mai ben precisate, all'interno di qualche paradigma scientifico, anch'esso raramente indicato.
Tutte le varie correnti concordano sulla necessità che le varie discipline ricevano validazione da parte della "Scienza", ma a quale scienza si riferiscano è sempre cosa poco chiara.

E' inoltre in giro una sorta di credenza superstiziosa, sostenuta dagli stessi ambienti scientifici e dagli interessi politico-economici che li sostengono, secondo la quale esisterebbero prove scientifiche esaustive e definitive sui cui si fonderebbe una "Scienza" in grado di fornire criteri esatti di valutazione e verifiche "obbiettive" e ripetibili di ciò che studia.

Se per esempio uno storico cinese, fortemente ideologizzato, ed un professore di Harward studiano un fenomeno relativamente semplice come la politica americana nel Pacifico, nessuno si aspetta che ne traggano le stesse conclusioni. Se invece un ricercatore cinese ed uno americano studiano qualcosa di molto più complesso come la risposta di soggetti umani ad un farmaco, tutti si aspettano che ne escano fuori conclusioni uguali, obbiettive ed esenti da opinioni,credenze ed interessi personali dei ricercatori

La "Scienza" oggi non può più mantenere il privilegio di quella posizione secolare, esente da opinioni, interessi, arbìtrii, gusti, preferenze personali, al di sopra delle parti ed al di là delle cose del mondo, dalla quale giudica tutte le altre pratiche. Ora, come dice Bruno Latour, è anch'essa una pratica, nella varietà delle altre pratiche sociali e come tale, tenuta a dare conto di sé a tutte le altre, nel parlamento delle cose.

2. PAROLE SENZA SIGNIFICATO.

Termini come corpo, mente, salute, disfunzione malattia, sia nella volgata corrente che nell'uso variegato che ne fanno media, medicina, psicologia, psicosomatica, somato-psichica, discipline orientali, possono essere definiti significanti fluttuanti poiché significano tutto quello che ciascuno di volta in volta gli attribuisce e poco o niente di condiviso.
Per uscire da questo nonsense generalizzato nella comunicazione "scientifica" e culturale sono disponibili due antidoti:
a) indicare sempre in maniera esplicita il sistema dei riferimenti a cui di volta in volta ciascun termine rinvia: integrazione referenziale
b) valutare le trappole semantiche inerenti nelle parole vuote e nei limiti descrittivi del linguaggio lineare: integrazione semantica.

3. L'APERTURA AMERICANA
Nel 1990 il congresso degli Stati Uniti prendendo atto della grande diffusione delle medicine complementari-alternativeistituisce l'Istituto Nazionale per le Medicine Complementari Alternative, National Institute Complementary Alternative Medicine NICAM, con un budget di 100 milioni di dollari all'anno. La sua funzione è tracciare le linee guida per la ricerca sulla validazione delle medicine complementari-alternative, fornire istruzione sulla formulazione dei protocolli per la richiesta di fondi e assegnare i relativi fondi a chi se li è meritati.
A dieci anni di distanza, ciò ha apportato negli Stati uniti un viraggio nell' atteggiamento dell'establishment scientifico e culturale.
L'onda d'urto di riflesso qui da noi è come sempre in ritardo ma sta per colpirci in modo tanto forte che è opportuno tempestivamente adeguarsi.
In Italia ci sono già state due risposte emblematiche in anticipazione del futuro prossimo venturo: il progetto di legge Galletti e la chiusura a riccio accademica verso le prime anticipazioni che trapelavano sulle ricerche d'oltreoceano.
Il progetto di legge Galletti di regolamentazione delle medicine complementari è un esempio clamoroso di macchiavellismo corporativo: nel 1999 a pochi mesi dall'opposizione della federazione degli ordini dei medici al fenomeno Di Bella, il progetto Galletti compie un viraggio a centottanta gradi rispetto alle posizioni di sei mesi prima: lo Stato Italiano accetta il principio di libertà di cura e di scelta terapeutica. Riconosce l'esistenza di varie forme di medicina sul pianeta basate ognuna su culture, criteri e forme di vita diversi, che possono avere una loro validità, che va di volta in volta comprovata. Si tratta di metodi diversi da quelli della medicina convenzionale, ma in tutti i casi di completi sistemi di medicina. Di conseguenza, in quanto medicina, sono oggetto della professione medica. Vengano quindi isituiti presso ciascun ordine dei medici regionale elenchi speciali di medici specializzati in agopuntura, omeopatia, osteopatia- chiropratica, fitoterapia, medicina tradizionale cinese, medicina ayurvedica, etc.

Fatto è che, qui da noi, l'attenzione di ognuno, ad evitare che la collaborazione con altri generi la loro valorizzazione ed eventuali profitti, è così alta da aver ridotto la comunicazione scientifica intradisciplinare ed interdisciplinare praticamente a zero. Allora, poiché nelle scienze e nelle pratiche emergenti, nessuno accredita mai nessun altro, il risultato è che gli stessi che si danno da fare ad osteggiare gli altri, soffrono talmente di isolamento e disinformazione che, nella mancanza di produttività e frammentazione culturale e scientifica che ne consegue, sono poi in prima fila in qualsiasi seminario venga tenuto in Italia da colleghi nord-americani.
Vero è che spesso un contatto con colleghi d'oltroceano significa accedere ad un ambiente ed ad un clima di scambio e fermento culturale che è il sogno segreto di ogni operatore.
Un clima culturale di tal genere basato sulla convinzione e sulla motivazione di stare costruendo insieme un futuro migliore sulle basi della scienza, dell'arte e della cultura emergente, è ancora oggi quello della baia di San Francisco dove i fermenti e le innovazioni che si generarono a fine anni '60 nelle discussioni e nei campus di Stanford,e dell'Università di California ed al Palo Alto Mental Research Institute riverberarono nel mondo delle terapie naturali ed in tutti i caffè attraverso la baia, fino a Sausalito sede di Co-evolution quarterly , esemplare piccola rivista indipendente del movimento giovanile totalmente ispirata alle opere di Gregory Bateson, Ivan Illich, Aldous Huxley, che enorme importanza ebbero nella diffusione e nel sostegno della nuova scienza, localmente ed in tutto il mondo.

 

4. HENRI LABORIT: LA RIVOLUZIONE IN ANESTESIA-RIANIMAZIONE, LO STRESS, L'AGGRESSIONE, LA SINDROME D'INIBIZIONE D'AZIONE. L'APPARATO DELLA SALUTE, L'ORIGINE DELLA PATOLOGIA.

Nella confusione concettuale del mercato globale della salute, Henri Laborit, premio Lasker (il Nobel americano) inventore della psico-neuro-immuno-endocrinologia, responsabile dell'apertura degli ospedali psichiatrici grazie alle sue ricerche farmacologiche, apporta un riorientamento nei fondamenti della medicina e della psicologia, riformulando la questione mente-corpo e fornendo le basi per una nuova teoria della salute e della malattia e per la validazione scientifica della psicologia e delle medicine cosiddette alternative - complementari.
"La sola ragione d'essere di un essere è essere, quindi agire, per mantenere il suo essere. Un sistema nervoso non serve che ad agire". Henri Laborit
La salute non è soltanto il mantenimento di un omeostasi ristretta, il mantenimento dell'equilibrio interno, ma è mantenere il proprio equilibrio in relazione all'ambiente esterno, con il quale dobbiamo negoziare in continuazione le condizioni per il nostro equilibrio.
Le relazioni con l'ambiente, con l'ambiente socioculturale e con le persone che ci sono vicine sono regolatrici della fisiologia.
Allorché, in relazione all'ambiente, non ci è possibile negoziare, attraverso l'azione, le condizioni adeguate per il nostro equilibrio, la risposta naturale è lottare o fuggire per eliminare ciò che ci impedisce di essere in equilibrio.
Ma se non possiamo né gratificarci, né lottare, né fuggire, l'ambiente ci modifica al di là delle possibilità della nostra fisiologia di adattamento adeguato senza disorganizzarci. In questo caso diciamo che subiamo l'ambiente, ne riceviamo un'aggressione, il rapporto con l'ambiente ci disorganizza.
E' qui che tutte le dis-regolazioni e poi la patologia hanno inizio.
Henri da chirurgo, aveva osservato, nell'immediato dopoguerra che ad operazioni perfettamente riuscite seguiva troppo di frequente la morte del paziente per choc operatorio, la malattia postoperatoria.
Si riteneva all'epoca che questa fosse dovuta all'esaurimento dei mezzi di difesa dell'organismo. Per questa ragione si interveniva per "sostenere le difese" , somministrando adrenalina etc.
Laborit, avendo notato che questi rimedi non facevano altro che affrettare la fine, si rese conto che era necessario un capovolgimento concettuale:
Non bisognava potenziare le difese, bisognava sedarle!
Un operazione chirurgica è una aggressione. L'organismo le risponde attivando tutte le sue difese, che sono la preparazione alla lotta o alla fuga. Non potendo né lottare, né fuggire, subisce l'aggressione immobilizzato, con le sue difese attivate al massimo: la sindrome d'inibizione d'azione conseguente genera una serie di reazioni a cascata nell'organismo che possono provocare la morte, per eccesso di difese, tanto più facilmente quanto più vitale è l'organismo che le subisce.
La malattia postoperatoria si prepara prima ancora di essere operati, anche nell'attesa dell'aggressione.
In questa concezione lo studio del sistema nervoso e della salute si incentra sullo studio dell'aggressione.
E' aggressione tutto ciò che impedisce all'organismo di mantenere il suo equilibrio interno. Sono disorganizzanti tutte le circostanze e le relazioni in cui l'organismo non può negoziare con l'ambiente le condizioni adeguate alla sua sopravvivenza, al suo benessere, al suo "star bene nella propria pelle" (Laborit)

Dalle basi di questa nuova teoria dell'eziopatogenesi, dando continuità alle ultime ricerche con il compianto Henri, con la collaborazione del collega Enrico Brun ho descritto, nel libro "L'inibizione d'azione, un integrazione sistemica per la psicoterapia e le medicine complementari" , le condizioni specifiche comportamentali e biologiche della salute nonché le condizioni di vincolo ambientali e relazionali, all'interno delle quali l'organismo, nella sua interezza e in specifici sistemi critici, funziona come un vero e proprio apparato della salute e della guarigione, ed al di fuori delle quali le disregolazioni iniziano a preparare le reazioni a cascata della patologia. In questo lavoro traccio anche le linee guida dell'Integrazione Sistemica, una terapeutica che, tenendo conto dei vari livelli di organizzazione in cui le disregolazioni si ancorano, incoraggia nel soggetto una ri-programmazione somatica, posturale, relazionale e comportamentale.

Questo approccio, che ha come riferimenti tra gli altri, la sistemica di Gregory Bateson, la semantica generale di Alfred Korzibsky, l'autopoiesi di Maturana e Varela, genera una disciplina che è sia una medicina che una psicologia ed una sociologia delle regolazioni relazionali.
Noi siamo un sistema strutturalmente accoppiato all'ambiente, con cui ci co-evolviamo e ci co-costruiamo. In questo modo i confini tra termini quali mente, corpo, ambiente, relazioni e quelli tra definizioni disciplinari, cominciano ad annullarsi ed emerge un nuovo sguardo sulla realtà che permette di scorgere non più soltanto funzioni e manifestazioni locali di parti, ma funzionamenti globali di interi sistemi, quali -l'essere corporeo nel suo ambiente-.

La relazione interpersonale è un elemento così potente nel determinare le regolazioni fisiologiche che l'Istituto Superiore di Sanità Italiano nelle sue sperimentazioni sulla medicina complementare ha deciso di non fare uso di animali che stabiliscono relazioni con l'uomo, ma solo di colombi, per evitare che la relazione ricercatore-cavia potesse modificare gli stati fisiologici e quindi gli esiti delle prove sull'efficacia biochimica dei singoli rimedi testati.
E' evidente che se questa visione riduttiva della sperimentazione fosse adottata per esaminare l'efficacia di molti trattamenti naturali, l'esito sarebbe disastroso.
L'approccio del NICAM USA è più ampio poiché tiene conto dei sistemi complessi e della cibernetica di II ordine, approcci estranei alla cultura scientifica nostrana.
La cosiddetta medicina mente-corpo, che non appare mai nei progetti di regolamentazione italiani, la questione relazionale, la neurofisiologia del toccare, del nutrimento e del sostegno umano e interpersonale, rappresentano capitoli importanti delle ricerche del Nicam

 

5. MEDICINA MENTE-CORPO, LA PSICOBIOLOGIA DELLA SALUTE.
La scienza convenzionale colloca topograficamente la "mente" nel cervello, nel sistema nervoso centrale, considerato anche la sede dei ricordi e del pensiero.
In questa concezione il "corpo", tutto quello che è dalla testa in giù, è una sorta di sostegno e mezzo di trasporto della testa e della sua mente.
Le terapie somato-psichiche prima, la scoperta delle reti neurali e dei neuropeptidi in tutto il corpo poi, hanno mostrato che coscienza e "mente" sono diffuse, in tutto il corpo.
Altri hanno mostrato come l'identità si costruisca e si mantenga in una rete extracorporea di relazioni con esseri ed ambienti circostanti: si delineano un corpo ed una coscienza estesi.
Oggi che sono caduti i confini tra corpo e mente e tra corpo proprio e corpo esteso, tra conoscenza individuale e noosfera, microcosmo e macrocosmo, chi basa il suo equilibrio o chi si guadagna da vivere sull'esistenza dei confini e di ciascun campo limitato, incorre in difficoltà esistenziali e di concettualizzazione.
Da ciò la difficoltà ad illustrare fenomeni unitari e collettivi a chi conosce solo parti e separazioni.
Da noi la difficoltà si è risolta eliminando il problema: la medicina corpo-mente non esiste nelle categorie della medicina complementare. Nella psicologia c'è qualcosa che potrebbe sembrare analogo, la psicosomatica, ma è tutt'altro, si tratta di una disciplina ed una parrocchia a parte.
Washington, sembra risolvere il problema.
Nella definizione della commissione insediata dall'Office for Complementary Alternative Medicine "Report to the National Institutes of Health on Alternative Medical Systems and Practices in the United States " (1992):
"L'aspetto clinico dell'attività che esplora, apprezza e utilizza le interazioni corpo-mente è arrivato ad essere definito medicina corpo-mente.
Le tecniche che i suoi operatori utilizzano sono interventi corpo-mente, quali la psicoterapia, la meditazione, la terapia del rilassamento, l'uso delle immagini, l'ipnosi, il biofeedback, la danzo-terapia, la musico-terapia, l'arte-terapia, la preghiera.
Per esempio, attività che sembrerebbero completamente "fisiche" come l'esercizio aerobico, lo yoga e la danza possono avere effetti salutari non solo sul corpo ma anche su problemi "mentali" quali la depressione e l'angoscia; nello stesso modo, approcci "mentali" quali l'uso di immagini e la meditazione possono sia agire su problemi fisici come l'ipertensione e l'ipercolesterolemia sia avere effetti psicologici salutari."
Una definizione così inclusiva e "politically correct" non può non allargare il campo all'importanza del fattore "umano" nella cura:
".......la vicinanza, il prendersi cura, la compassione e l'empatia tra terapeuta e paziente. Sebbene questi fattori, in teoria, non vengano rifiutati dalla medicina contemporanea, nella pratica corrente vengono praticamente ignorati, in parte perché sono difficili da definire e misurare ed in parte perché non è facile insegnarli. In molti interventi corpo-mente la loro rilevanza è ovvia. La ricerca allora deve approfondire l'investigazione dell'impatto di queste qualità sugli esiti della cura, non solo per quanto riguarda gli interventi mente-corpo alternativi, ma anche per le terapie ortodosse.
Gli interventi corpo-mente spesso portano i pazienti a modi nuovi di percepire ed esprimere la loro malattia. A volte, anche se non guariscono, giungono a percepire un senso profondo di benessere psicologico e spirituale.
Questa doppia definizione di medicina corpo-mente da un lato, e di interventi corpo-mente dall'altro, è anche in sostanza un programma di definizione dei compiti tra classe medica ed altri operatori non medici della salute, esattamente quello che in Italia finora non si è riuscito a fare.
L'indicazione generale del "Report" è che al di là delle specializzazioni e delle corporazioni professionali, qualsiasi intervento o relazione che abbia come soggetto ed oggetto l'essere umano mette in gioco simultaneamente e mai esclusivamente vari livelli: livello biologico, neuro-muscolare,"psichico", valori, credenze, fedi, pulsioni, relazioni.
Allora chi fa il medico deve convincersi che fa sempre medicina corpo-mente voglia o non voglia, e se ne deve prendere tutta la responsabilità.
Chi fa il riflessologo plantare fa un "intervento corpo-mente" ma è meglio che non dica che fa anche un lavoro psicologico, se no ha problemi con l'ordine degli psicologi.
Chi fa lo psicologo o lo psicoterapeuta, con tutti i cambiamenti di regolazione fisiologica che si generano nella relazione terapeutica, fa un intervento corpo-mente, ma non dica che fa "medicina corpo-mente" altrimenti si muove l'ordine dei medici.
Il barbiere dietro l'angolo con le sue barzellette clamorose, che vi massaggia in testa, che ha una musica new age eccezionale, che alla fine vi offre anche una tisana, non dica che fa interventi di comico-terapia, di coccolo-terapia, di musico-terapia e di stimolazione del meridiano del rene.
Nello stesso tempo, è vero che se ogni relazione è regolatrice, ha effetti psicologici e di regolazione funzionale, chiunque entra in relazione con qualcun altro o ancora di più in una relazione di cura, sta facendo un lavoro psicologico e regolatore o disregolatore a seconda della qualità del rapporto. Ciò rende difficoltose o impossibili le strette definizioni di campi disciplinari e delle competenze dei vari ordini professionali. Si pone inoltre un grande problema di responsabilità personale, ovviamente per medici, psicologi, operatori della salute, e meno evidentemente, per tutti gli attori delle relazioni sociali, tutti impegnati in questo gioco di co-regolazione reciproca e co-creazione della realtà di consenso, negoziate di momento in momento.

Alla luce di queste considerazioni, anche il medico più materialista non può più far finta di intervenire come operatore neutro e distaccato su di un paziente trattato come una macchina (triviale) di tipo meccanico, e per giunta non dotata di storia, di memoria di originalità e singolarità.
Per Von Foerster se tiriamo un calcio ad una pietra, "macchina triviale", calcolando direzione della spinta e proprietà dell'oggetto, è possibile individuare con sufficiente approssimazione la traiettoria ed il punto di arrivo. Se viceversa il calcio lo diamo ad una "macchina non triviale", cioè ad un sistema complesso, per giunta dotato di memoria, come un cane, un lottatore che ha appena litigato con la suocera o un pacifista, la risposta sarà non calcolabile, imprevedibile, elaborata e singolare.

6. LE BASI BIOLOGICHE E COMPORTAMENTALI DELLE INTERAZIONI CORPO-MENTE.

*Le relazioni con la matrice ambientale (materna, familiare, interpersonale, ecologica) regolano o dis-regolano la fisiologia anche nell'adulto.

*Le relazioni in generale del periodo perinatale e specifici aspetti della relazione madre-neonato, funzioni a loro volta della relazione madre-ambiente, strutturano non solo le regolazioni ma anche l'hardware neuronale in modo probabilmente irreversibile, in modo da pre-programmare il soggetto nel senso di un aumentata vulnerabilità all'aggressione nelle interazioni regolatrici.
Molte carenze organiche e/o comportamentali nel bambino, nell'adolescente e nell'adulto, finora comodamente liquidate attribuendole alla fatale scrittura del "Libro della vita" genetico, sono dovute alle circostanze ed alle relazioni nello sviluppo e nella vita.

*L'informazione afferente viscerale modula le funzioni "mentali" sia affettive che cognitive.
(Joseph Ledoux)

* Sensazione, piacere o dolore sono markers somatici di stato.

Nell'evoluzione, le azioni che conducono al successo nella sopravvivenza e gli stati di funzionalità interni, sono stati da sempre accompagnati da sensazioni interne "piacevoli", che Candace Pert in "Molecole dell'emozione" identifica con la circolazione diffusa delle correnti dei neuropeptidi, star bene nella propria pelle. Cercare la gratificazione e sfuggire al dolore ed alla disorganizzazione è la strategia più elementare di sopravvivenza. Per contro relazioni non favorevoli alla sopravvivenza ed al benessere, si accompagnano a sensazioni specifiche di disfunzione e sofferenza.
Queste sensazioni, a loro volta, retroagiscono con il sistema nervoso centrale e periferico e con il sistema nervoso enterico, attivando il sistema della gratificazione, il sistema della frustrazione e il sistema dell'inibizione che presiede all'estrema difesa dell'immobilità.
Sensazioni piacevoli attivano il sistema della gratificazione che a sua volta segnala al sistema dell'allarme che tutto va bene e quest'ultimo si calma. Se non ci sono sensazioni piacevoli, indicatrici di sopravvivenza, e per giunta ci sono sensazioni di fastidio, il sistema dell'allarme è sempre attivo, e la cascata che conduce alla patologia ha inizio.
Questi meccanismi sono indipendenti dal controllo cosciente nell'adulto e sono attivissimi nel neonato prima ancora che possa costruire rappresentazioni coscienti e posa elaborare una qualsiasi linea di difesa. Il neonato nascendo profondamente immaturo da un punto di vista motorio dipende per la sua sopravvivenza interamente dalle cure della madre. Dalla qualità del suo rapporto con la madre dipende la calma o l'attivazione del sistema dell'allarme.

7. PER UNA VALIDAZIONE DELLE MEDICINE COMPLEMENTARI-ALTERNATIVE.
Laborit ha mostrato che per disorganizzare sul serio un essere, questo deve essere dotato di memoria. Il topolino chiuso in gabbia e sottoposto ad una serie di scariche elettriche inevitabili non dolorose ma irritanti, si agita per un po'. Poi impara che la sua azione non serve ad evitargli la scarica, memorizza l'inefficacia della sua azione: si immobilizza, non esce più quando si riapre la porta della gabbietta e sviluppa tutte le malattie dette della civilizzazione, ipertensione, tumori, ulcere. Se invece nella gabbietta i topini sono due, combattono fra di loro, escono quando si apre la porta e restano in ottima salute: hanno memorizzato l'efficacia della loro azione.
Ciò che genera disregolazione prima e patologia poi è essere sottoposti per lungo tempo a situazioni fastidiose rispetto alle quali non si può né lottare per eliminarle, né fuggire. Si memorizza l'inefficacia delle proprie azioni-reazioni. Nasce la cosiddetta sindrome di inibizione d'azione, uno stato neurologico, neuro-endocrino, psicologico e somatico in cui l'asse della lotta o della fuga, ipotalamo-ipofisi-surrenali è continuamente attivo per due ragioni:

1) lo stress prolungato fa saltare il sistema dei recettori ai glicocorticoidi che segnalano all'asse di calmarsi
2) si blocca l'unico sistema che può dare il segnale di calma: il Medial Forebrain Bundle, l'asse neurale della gratificazione, scoperto da Odds e Milner, che segnala che l'azione si è conclusa con efficacia.

Massicce dosi di gratificazione potrebbero riportare al riequilibrio, ma la costrizione periferica e la cattiva circolazione corporea disorganizzano la capacità periferica alla gratificazione, allo star bene: il circolo si chiude su sé stesso. Dalla disregolazione, la patologia ha inizio. Questa è hard science: tutta la cascata biochimica che la genera è stata descritta e mappata.

E' terapeutico tutto ciò che riesce ad interrompere, nelle regolazioni relazionali e nelle regolazioni interne, questa successione di eventi nell'arco di tempo che va dalla disregolazione fino alla patologia. E' terapeutico tutto ciò che rimette in azione il sistema della gratificazione, il sistema dell'azione efficace, e che fa costruire nuove memorie di azione efficace e gratificazione al posto di quelle dell'allarme.
I metodi che funzionano possono essere tanti. Fino ad oggi la loro efficacia era più il risultato di intuizione ed arte terapeutica che di conoscenze scientifiche. La loro validazione era problematica. Laborit ha dato le basi per procedere in modo scientifico nella diagnosi, nella cura e nella valutazione dei metodi sia della medicina ortodossa che della medicina complementare.
Dopo Laborit inoltre c'é la possibilità di identificare, attraverso la diagnosi relazionale e gli esami di laboratorio della biologia comportamentale e della medicina funzionale, le condizioni di dis-regolazione relazionale e di dis-regolazione biologica che portano alla patologia, molto prima che la patologia arrivi e di valutare l'efficacia della cura e dei vari metodi. E' possibile altresì valutare, in un quadro diagnostico e terapeutico unitario e coerente, la miriade di dati clinici e di laboratorio che la bio-medicina corrente mette a disposizione, che sarebbero altrimenti insignificanti.

Nel nuovo paradigma, salute e malattia non sono solo questione di scienza e professionalità.
Identificare solo sul piano scientifico le condizioni individuali e relazionali per la sopravvivenza e per il benessere, non è sufficiente se i rapporti socio-culturali e la forma di vita correnti non cambiano e non si ricostruiscono tenendone conto.