LE ORIGINI: DON CAMILLO E PEPPONE.

Quello che oggi si chiama il settore socio-sanitario (le parole composte servono per mettere insieme parrocchie separate) era, in epoca non sospetta, il campo in cui Don Camillo e Peppone facevano da perno alla legalità: la virile divisione dei poteri tra corpo, da un lato, e psiche dall'altro, semplificava le attribuzioni degli ambiti, delle competenze e delle professioni. Sul versante del corpo, medicina e paramedicina, sul versante della psiche invece, lo psichiatra per i malati, il prete per i peccati, le mammane per gli imprevisti della carne, le Madonne pellegrine per gli incurabili. Al di fuori i fuorilegge, brava gente e timorata di Dio: fattucchiere, aggiusta-ossa di campagna, guaritori. La Roma giovanile laica dissidente ed un pò capellona, in odore di zolfo post-freudiano e reichiano produceva, con il Partito Radicale, il congresso Repressione Sessuale ed Oppressione Sociale.

A metà negli anni 70 l'istituzione della facoltà di psicologia, fino ad allora disciplina interna a teologia e religione delimitava un area circondariale extra universitaria di nuove terapie della liberazione, di gruppo ed individuali la cui velleità era voler trapiantare concezioni e modi di vita anglosassoni nell' italietta ancora matrimonio e famiglia, ed il cui merito era scuotere l'establishment universitario.
La turbativa seria fu portata dai "reichiani" una rissosa popolazione, tutt'ora esistente, costituita da due etnie in contrapposizione " i reichiani napoletani" ed i "reichiani romani", ora su tutto il territorio nazionale, ma arroccate in origine entrambe nelle rispettive posizioni e nelle rispettive città e dedite esclusivamente a quattro tipi di azione, in ordine di prevalenza: farsi la guerra, fare corsi di formazione, gruppi di terapia e terapie personali secondo gli antichi metodi della vegetoterapia caratteroanalitica e orgonoterapia dello scienziato austro-americano Wilhelm Reich. Queste "filodrammatiche reichiane" d'epoca (espressione estratta da comunicazione personale di Luigi De Marchi), a loro insaputa, avrebbero enormemente contribuito all'edificazione dele basi per la vasta area d'illegalità odierna nel settore sociosanitario.

Uno degli elementi critici e delicati del lavoro di Reich era ed è infatti l'intervento in profondità sul corpo considerato il locus di ancoraggio e stabilizzazione delle rigidità caratterali, comportamentali e biologiche. Le scoperte di Reich aprivano la strada ad un approccio veramente interdisciplinare alla salute ed alla malattia, intese nella unità funzionale degli aspetti del soggetto che discipline separate definiscono, di volta in volta "corporei", "psichici", "relazionali", "somatici", "organici", etc..

Nel contempo però, laddove Reich ascriveva l'intero campo alle competenze ed alle pratiche della medicina, la grande diffusione delle terapie reichiane ebbe luogo tra i futuri psicologi, che si trovano oggi a praticare questa terapia, inequivocabilmente medica, secondo l'impostazione del suo stesso creatore.

Nell'Italia dei poteri e delle logge orizzontali, verticali e trasversali, questo stato di illegalità rispetto alla legge sanitaria viene sostenuto dall'ignaro ministero dell'università, in tutt'altre faccende affaccendato che non verificare le specializzazioni che deve esaminare, che ha autorizzato candidamente queste scuole di specializzazione per psicologi in psicoterapia reichiana, pratica medica, anche se con contorni psicologici, in netta violazione della legge sanitaria.

Ugualmente metà di tutte le terapie naturali, complementari, alternative e new age contemporanee hanno attinto a piene mani dal lavoro di Reich, anche se ne celano l'aspetto medico.

A complicare ulteriormente le cose qui da noi, medici, fisoterapisti, paramedici, medicine complementari e alternative, persone che si occupano di corpi, cominciano ad accorgersi che nei corpi abitano persone, storie di vita vissuta, sensibilità, con cui bisogna relazionarsi e fare i conti. Si accorgono che nel rapporto con il paziente sono in gioco componenti "psicologiche" che influenzano non solo la relazione ma addirittura il decorso clinico, sulle quali sono di fatto, incompetenti.

Questa incompetenza è continua a quella istituzionale: laddove nella classificazione del Centro Nazionale Medicina Complementare Alternativa di Washington NCCAM, viene individuata una categoria medicina corpo-mente, nei 500 e passa progetti di legge in esame alla XII commissione affari sociali, (una nostrana Spectre alla Goldfinger, ndr) nemmeno uno si è accorta della sua esistenza.

Data la grande diffusione in Italia delle medicine complementari alternative e tradizionali e di un enorme quantità di metodiche aventi per oggetto la relazione, la "psiche" ed il corpo, e data la complessità della questione, il dato inquietante è proprio questa illegalità accompagnata all'inaffidabilità strutturale degli operatori e della loro formazione.

Da noi minimizziamo o ignoriamo la complessità e la varietà della materia, e navighiamo a vista, con gruppi di interesse e parrocchie che tentano colpi di mano e soluzioni ad effetto. Sono delle splendide basi per una non soluzione del problema dell'integrazione delle medicine complementari alternative nel futuro Sistema della salute. L'approssimazione ed il degrado dei nuovi servizi socio-psico-sanitari ci faranno rimpiangere Don Camillo e Peppone e nell'ora fatale ci lancieremo, come stiamo facendo da un pezzo, nelle braccia e nelle mani dei liberatori, questa volta terapisti non solo americani, ma europei, giapponesi, cinesi e coreani, basta che non siano italiani....