














Intervento al Convegno del 13 Settembre al Sana 2003 di Bologna "La medicina funzionale tra passato e futuro: dall'omeopatia alla genomica", organizzato dalla Gheos in collaborazione con il - Gruppo di studio per le medicine naturali - diretto dal Dr Luigi Bergamelli.
Raffaele Cascone, dopo aver illustrato l'originale "approccio sistemico di Parigi" che, nato intorno a Laborit, continua dopo la sua scomparsa a svilupparsi a Roma, descrive la Genomica Sistemica e le basi dell'insegnamento dell'Istituto di Psicoterapia Sistemico relazionale ad indirizzo psicobiologico, nonché del corso di laurea in Medicina Naturale del Centro Universitario Henri Laborit di Roma, in collaborazione con la Deutsche Paracelsus Heilpraktiker fachschole e con il Comitato ricerca, validazione ed istruzione in medicina integrativa, complementare e tradizionale.
Il nostro approccio sistemico allarga la definizione
del fenomeno "mente" e del fenomeno "corpo"
a tutto ciò che circonda e condiziona la loro apparizione,
il loro sviluppo ed il loro divenire.
Ciascuno di questi fenomeni, relativamente alla sua causa, non
può essere riportato o ridotto a nessun'altra istanza unica
ed esclusiva che lo determini gerarchicamente.
In questa sistemica allargata, ecologica, la concezione tradizionale
di realtà, atomizzata e dissociata nei suoi elementi costitutivi,
lascia il posto alla concezione in cui gli esseri viventi e l'essere
umano sono inclusi in un ambiente specifico, che costituisce attorno
a ciascuno di essi un sistema di relazioni che sono il prolungamento
dei loro organi e formano una realtà propria, la loro realtà,
che non coincide con la realtà oggettivata.
"L'ambiente proprio ad un dato essere vivente appare talmente legato all'organizzazione specifica dell'individuo, da farne in qualche modo parte" (J. Von Uexkull, Umwelt und Immenwelt der Tiere, Berlin 1909).
Un individuo é dunque sempre più
di sé stesso: é innanzitutto
un'attività che, nello stesso tempo, presuppone e riproduce
in sé un ambiente, vale a dire un sistema di relazioni,
di significati e di elementi integrati che formano una totalità.
La necessità di costruzione di "oggetti" di studio
definiti, sulla cui demarcazione e descrizione fatte ad arte,
le discipline della psicologia e della medicina potessero fondarsi,
ha portato alla invenzione dei due significanti polisemantici
o fluttuanti quali psiche e corpo ed a quella grande confusione
concettuale e semantica che rende sicura la vita solo all'interno
delle conventicole disciplinari.
Nell'approccio sistemico, "psiche" e "corpo"
o "organismo" non sono nemmeno "paralleli"
ai processi neuronali, e neanche all'insieme dei processi somatici
dell'individuo; essi sono paralleli alla totalità costituita
dall'individuo e dal suo ambiente.
All'opposto dell'olismo alla moda, che si pone
preoccupazioni di congruenza e di accordo tra serie indipendenti
ed eventualmente parallele (per esempio le idee e gli eventi corporei),
il nostro approccio vede la psiche (ed il corpo) come aspetti
particolari o attributi di una sola ed unica "sostanza"
che é l'esistenza dell'individuo in quanto esistenza in
un ambiente presente e storico: la sua storia continua a far parte
delle sue relazioni, é anzi costituita da una moltitudine
di relazioni che specificano i comportamenti. I fenomeni "mentali"
(o corporei) caratteristici di un individuo, non sono che una
delle tante manifestazioni di sé e della propria storia.
Ciò porta, sul piano "psicologico", alla svalorizzazione
delle rappresentazioni, se fondate sulla loro autoreferenzialità
e sul piano "somatico", svalorizza il sintomo corporeo,
in quanto realtà a sé stante.
Ciò fornisce alla conoscenza fondata sull'intenzionalità,
un fondamento nel reale ed un suo statuto scientifico: le idee
sono quindi qualcosa di reale, il loro sviluppo e la loro concatenazione
possono essere oggetto di un trattamento e di una ristrutturazione
della loro architettura al pari di tutte le altre cose "fisiche".
Questo mutamento della prospettiva tradizionale
di psichiatria e medicina nel senso della presa in conto radicale
dell'ambiente umano nella sua specificità, genera una catena
di modificazioni che ci conducono in un nuovo campo, ad una nuova
teorizzazione e ad una nuova pratica.
Ci occupiamo quindi dei rapporti che legano il biologico ed il
sociologico e del loro aggiustamento reciproco, nonché
del campo continuo delle relazioni che intercorrono tra i vari
livelli, a partire da quello genetico, attraverso quello molecolare
fino ai rapporti sociali.
"Non si tratta di sociologizzare l'individuo né di
organicizzare le relazioni sociali ma di mostrare che per un individuo,
non potendo essere separato dal suo ambiente umano e geoclimatico,
l'insieme delle relazioni che si stabiliscono, dal genoma, alla
molecola ai gruppi sociali, attraverso distinti livelli di organizzazione,
si integrano le une nelle altre e realizzano una struttura sistemica."
(H. Laborit, L'inhibition de l'action, 1979, 1986, Paris).
Laddove questa teorizzazione di Laborit si
fondava sul lavoro clinico e sperimentale che produsse due terapeutiche
ormai consolidate, farmacologica prima, (Clorpromazina, Minaprina,
Gamma OH etc.) e sistemico relazionale ad indirizzo biologico
poi, solo vent'anni dopo, un approccio simile, ma solo teorico
viene auspicato dalla psichiatria Psicodinamica:
"Lo psichiatra ad orientamento dinamico che trascuri la dimensione
biologica dell'esperienza e lo psichiatra ad orientamento biologico
che trascuri il regno psicologico sono entrambi colpevoli di riduzionismo
limitante" (Glen O. Gabbard, Psychodynamic Psychiatry in
Clinical Practice, the DSM IV edition, 1994).
Queste esigenze di ridefinizione dell'oggetto della ricerca (Allargamento dell'unità di osservazione e di intervento all'aspetto biologico e genetico, in psicoterapia sistemico-relazionale, Tesi di specializzazione, Raffaele Cascone, 1999) sono estranee al mondo della psicoterapia italiana.
In questo contesto, per rispondere alla sfida della complessità e dell'avanzamento della materia nel mondo, abbiamo dato vita all'Istituto di Psicoterapia sistemico relazionale ad indirizzo biologico, a Medcom Index, centro di documentazione, ed a Genomica Sistemica ricerca neuro-psico-immuno-biologica e psicobiologia della salute e del comportamento, nonché a collaborazioni con enti di ricerca ed insegnamento che rappresentano lo stato dell'arte nel mondo sulla salute e sulla terapeutica, con l'obbiettivo di integrare le scoperte in biologia comportamentale di Henri Laborit con le recenti acquisizioni delle neuroscienze, della genomica e della biologia computazionale, per fornire una base scientifica ed applicativa per una medicina ed una psicoterapia genuinamente integrate. Abbiamo inoltre concluso una accordo di collaborazione e scambio scientifici con i laboratori GSDL-Genovations (Genòva Labs) di Asheville, North Carolina, che per primi nel mondo hanno commercializzato i test di Genetica predittiva sui Polimorfismi di singolo nucleotide e sono all'avanguardia nelle analisi cliniche sui markers di funzionalità biologica.
Alla luce delle nuove acquisizioni é
possibile riformulare in questo senso l'interazione tra individuo
e mondo esterno:
Le malattie risultano dall'interazione tra la disposizione genetica
e fattori ambientali esterni infettivi, chimici, fisici nutrizionali
e comportamentali nonchè fattori ambientali interni, tutti
modificabili. (Genomica Sistemica, Agosto 2000)
Da questo approccio ecologico é consequenziale l'eco-fisiologia:
l'organismo deve negoziare in continuazione la sua omeostasi,
l'equilibrio del suo mezzo interno, e le condizioni della sua
sopravvivenza in relazione all'ambiente esterno, il livello inglobante,
che diventa così, in senso cibernetico, il regolatore della
fisiologia del livello inglobato.
Ma, in senso sistemico, anche l'ambiente interno retroagisce sull'intero
organismo come un regolatore. Lo stato dell'ambiente interno é
il diretto risultato delle interazioni con l'ambiente esterno,
che funge da regolatore o da disregolatore. I sistemi nervosi,
il sistema immunitario, il cardiocircolatorio rispondono alle
regolazioni esterne ma anche allo stato interno. Uno degli elementi
nella costruzione del senso della situazione e del senso di sé
in ogni momento della vita, é appunto la percezione dello
stato interno in correlazione alle percezioni sensoriali ed alle
memorie.
Il termine stress é ambiguo poiché
designa due fenomeni distinti: i fattori ambientali stressanti
nonché la reazione interna ad essi, il suo uso corrente
designa imprecisioni concettuali e terapeutiche. Al posto del
termine stress, noi utilizziamo due termini distinti: aggressione
e reazione organica all'aggressione.
L'ambiente interno viene quindi costituito attraverso le reazioni
organiche alle relazioni regolanti o alle aggressioni disregolanti
dell'ambiente.
"Un ambiente interno disregolato pruduce una risposta organica
simile alla risposta all'aggressione"
(Genomica Sistemica, Maggio 2000)
E' necessario quindi determinare in che modo
l'ambiente interno risponda, di volta in volta, all'aggressione
e ri-regolarlo, modificando nel contempo anche le sue relazioni
e le sue negoziazioni con l'ambiente esterno, in cui si generano
le aggressioni.
Sul versante biologico, la Genomica sistemica studia quindi come
l'individualità biochimica, l'equilibrio metabolico, il
contesto ambientale esterno ed interno, la disposizione genetica
e gli stili di vita regolino o disregolino la fisiologia.
L'organismo è composto da sistemi fisiologici interdipendenti
che sono regolati o disregolati dall'ambiente. Per questa ragione,
fisiologia e salute di un individuo possono essere meglio valutate
e trattate come un sistema unitario ed integrato e non come parti
isolate.
Accurate diagnosi e trattamenti efficaci sono basati sull'osservazione
delle disregolazioni e delle disfunzioni nell'intero organismo,
nel rapporto alle sue memorie e nella sua negoziazione con l'ambiente.
Ho descritto qualcosa di esclusivamente fisiologico?
Glen O. Gabbard risponderebbe di no:
"Nel linguaggio del cervello, per esempio il locus coeruleus
é associato all'ansia ed agli attacchi di panico. Certi
farmaci che stimolano il locus coeruleus provocano panico nei
pazienti che soffrono di attacchi di panico. Quei farmaci che
sono risultati efficaci negli attacchi di panico riducono l'attività
del locus coeruleus. Nel linguaggio della mente (psicologia n.d.r.),
i pazienti che non sono in grado di mantenere un immagine mentale
confortante del loro terapeuta, durante un lungo fine settimana
potranno manifestare una reazione di panico.... Il suono della
voce del terapeuta all'apparecchio telefonico può immediatamente
ridurre il terrore. Pertanto il locus coeruleus può essere
riportato al suo normale funzionamento tanto con le parole quanto
con i farmaci." (Op. cit.1994)
In buona parte dei casi i processi biochimici sono meccanismi
di mediazione piuttosto che agenti causali. L'incapacità
ad accorgersi di questo, l'incapacità a negoziare con le
proprie condizioni interne tanto quanto con le esterne, é
altrettanto parte dei disturbi comportamentali, quanto il loro
aspetto biochimico.
Se é pur vero che si può beneficiare del benessere
che consegue ad un sogno risolutore, senza conoscere minimamente
la neurofisiologia e le reti neurali implicate nel sogno, é
pur vero che la conoscenza delle strutture del sistema nervoso
é essenziale per affrontare i casi limite, quelli refrattari
al trattamento, che poi tanto insegnano sul funzionamento sano.
In questo senso tutta la ricerca sul disordine da stress post-traumatico,
da Van der Kolk in poi, ha chiarito come condizioni di danno nel
sistema nervoso, nell'ippocampo, e danno funzionale nell'amigdala
e nel locus coeruleus, determinino condizioni strutturali ed automatismi
che impediscono qualsiasi risoluzione.
Nello stesso tempo, la ricerca degli ultimi
cinque anni delle neuroscienze ha mostrato come traumi o mancanze
di cure adeguate, nei primi anni di vita, incardinino la fisiologia
in disregolazioni che preparano danno strutturale e malattie della
vita adulta.
La stessa psicoanalisi che aveva rimosso sia l'esigenza di Freud
di darsi una fondazione neurologica che la lezione psico-biologica
di Wilhelm Reich, oggi, sotto la pressione della evidence-based
medicine e dalla managed care, si avvicina alle neuroscienze.
E' la nascita della neuro-psicoanalisi, e della psicoterapia come
neuroscienza, nonché di una medicina integrativa con una
grossa componente psico-biologico-sociale e relazionale, quella
"integrazione sistemica" che Laborit aveva incardinato
il 1979 con la sua opera monumentale "L'inhibition de l'action,
biologie comportamentale et physiopathologie".